giovedì 5 aprile 2012

Non piace il suino biotech

Un progetto di ricerca canadese con lo scopo di selezionare suini geneticamente modificati per produrre reflui con un minor impatto ambientale, è stato interrotto a causa dell'impossibilità di trovare soggetti economici interessati all'acquisto di questa tecnologia.
La ricerca si basa sull'introduzione nel genoma suino, di geni di topo e di batterio E. coli, in grado di migliorare la capacità di utilizzo del fosforo, in modo da ridurre la presenza di questo elemento nei reflui di allevamento; il fosforo è infatti uno dei principali responsabili dei fenomeni di eutrofizzazione delle acque.
Cecil Forsberg, professore emerito di biologia cellulare e molecolare all'università di Guelph e co-fondatore del progetto, sostiene che la sua interruzione si sia resa necessaria poichè i consumatori non sono ancora pronti ad accettare questa innovazione.
 Nonostante le autorità canadesi e statunitensi abbiano espresso parere favorevole in merito alla sicurezza alimentare delle carni ottenute da questi suini e nonostate sia ormai stata superata la decima generazione dei cosiddetti "enviropig", l'industria sembra non essere interessata ad investire in tale progetto.
I 16 suini già ottenuti saranno così destinati al macello, mentre ne verrà conservato il seme nel caso in cui, in futuro, le aziende e l'opinione pubblica si apriranno a questo genere di innovazione.

Nessun commento:

Posta un commento