venerdì 18 maggio 2012

FAO: fermare l'acquisto indiscriminato di terreni

Le grandi imprese multinazionali di Cina, Brasile, Francia, Inghilterra, Danimarca, Svezia, Nord America, Qatar e Thailandia continuano a fare incetta di terreni coltivabili, in particolare nell'Africa sub-sahariana, in Sud America, Australia e Oceania: si parla di circa 2,5 milioni di ettari ceduti, solamente nel primo trimestre 2012. I motivi alla base di questa forte richiesta sono principalmente di natura alimentare e per la produzione di bio-combustibili. L'area sub-sahariana è quella più interessata da questo processo poichè in essa opera la Cina come principale attore economico.
Molto spesso la cessione delle superfici avviene a scapito delle piccole comunità locali, le quali sono continamente sottoposte a forti pressioni affinchè vendano le proprie terre e talvolta sono vittime di veri e propri atti di esproprio; la mancanza di documentazione in grado di attestare la proprietà dei terreni e l'inesistenza di un sistema catastale, rendono questi piccoli proprietari terrieri inermi di fronte agli agguerriti compratori. Inutile sottolineare le implicazioni che questo può avere sui regimi alimentari dei popoli più poveri del pianeta.
Sull'onda delle continue proteste di queste popolazioni, la FAO ha finalmente proposto una risoluzione, adottata da tutti i 124 paesi che fanno parte del Comitato per la sicurezza mondiale alimentare, che mira a regolare le transazioni fondiarie, delle foreste e delle aree di pesca nel mondo.
Pur trattandosi di un documento volontario, di valore solamente morale (non prevede l'applicabilità di sanzioni), rappresenta tuttavia un risultato storico poichè, per la prima volta, tutti i paesi hanno adottato un regolamento comune e perchè può diventare la base per la difesa dei diritti delle popolazioni oggetto di soprusi.

 Fonte: Corriere della Sera

Foto: Flickr

Nessun commento:

Posta un commento