martedì 1 maggio 2012

Le sfide future dell'agricoltura biologica e convenzionale

Con una popolazione mondiale in continua crescita non potremo più permetterci di discutere su quale tipologia di agricoltura sia migliore per soddisfare i nostri fabbisogni e quelli del nostro pianeta, ma saremo costretti ad utilizzare al meglio tutte le tecnologie disponibili per sfamare i 9,3 miliardi di persone previste per il 2050.
Questo è quanto emerge da uno studio condotto dalla Royal Society secondo cui l'agricoltura biologica e convenzionale potranno continuare a convivere, ma dovranno sempre più intensamente confrontarsi con la necessità di ottenere rese elevate.
In alcune situazioni ed utilizzando le tecniche migliori, la coltivazione biologica può garantire rese equivalenti a quelle ottenibili in regime convenzionale, ma soprattutto per le grandi colture come i cereali, che soddisfano i fabbisogni alimentari fondamentali delle popolazioni, il gap produttivo è in crescita.
Diversi studi indicano una riduzione di resa nei sistemi di coltivazione biologica rispetto ai convenzionali, variabili in funzione delle diverse categorie di produzioni e che arriva fino al 25% in meno per le colture cerealicole (Fonte: Nature) e laddove non sia disponibile una sufficiente dotazione di azoto organico.
D'altra parte sono ben noti i vantaggi in termini di sostenibilità e di conservazione del suolo e dell'ambiente, apportati dai sistemi di coltivazione biologici.
Per i motivi esposti finora risulta difficile stabilire quale sistema possa essere definito migliore; ciò che sembra certo è che dovremo cercare di combinare le positività di entrambi i sistemi produttivi in modo da preservare un ambiente sempre più sfruttato, cercando nel contempo di soddisfare le necessità alimentari di una popolazione in continua crescita, anche attraverso l'utilizzo di sistemi di produzione integrati.

Fonte: The Guardian

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