mercoledì 2 maggio 2012

Le tribolazioni della Jatropha


Nell'ultimo decennio centinaia di migliaia di ettari di Jatropha sono stati messi a coltura, soprattutto in Asia e nell'Africa sub-sahariana, per la produzione di biocarburanti; dai semi di questa pianta è possibile ricavare un olio di ottima qualità e con costi notevolmente inferiori rispetto ad altre piante da olio come soia e palma.
Un altro grosso vantaggio promesso dalla Jatropha risiede nella possibilità di coltivarla anche in terreni aridi, ottenendo un raccolto in aree improduttive e garantendo un reddito alle popolazioni che le abitano.
La realtà dei fatti si sta rivelando tuttavia molto diversa da questi rosei presupposti: in primo luogo la capacità produttiva in ambiente arido si è dimostrata decisamente limitata poichè in queste condizioni la pianta vegeta, ma difficilmente è in grado di fiorire e di portare a maturazione i semi in assenza di acqua. Inoltre si tratta di una coltivazione indicata soprattutto per le grandi estensioni, mentre difficilmente è in grado di dare un reddito accettabile ai piccoli agricoltori.
In alcuni casi le compagnie hanno utilizzato i progetti di coltivazione della Jatropha unicamente come scusa per poter abbattere le foreste dei territori che ne sarebbero stati interessati, al solo scopo di ricavarne legname, con notevole ed inutile danno ambientale.
Per questi motivi gli investimenti nelle società il cui business è incentrato su questa coltivazione sono calati pesantemente negli ultimi mesi, così come le quotazioni azionarie delle stesse società.
Nonostante questo, rimane forte l'interesse e la domanda di olio di Jatropha, da parte soprattutto delle compagnie aeree, che vedono in questa produzione una promettente fonte di carburante a basso costo.

Foto: Flickr

Nessun commento:

Posta un commento