giovedì 14 giugno 2012

I benefici ambientali delle colture ogm

Nel 2011, le piante geneticamente modificate allo scopo di produrre una tossina batterica letale per alcuni insetti, sono state coltivate su 66 milioni di ettari nel mondo. I risultati di uno studio condotto dalla Chinese Academy of Agricultural Sciences di Beijing dimostrano i vantaggi ambientali apportati da queste coltivazioni: il cotone bt (da Bacillus thuringiensis, il batterio che in natura produce la tossina) occupa in Cina il 95% della superficie a cotone e dal momento della sua introduzione, nel 1997, l'utilizzo di insetticidi è dimezzato, mentre è raddoppiata la popolazione di insetti predatori, utili al controllo dei parassiti. Tutto ciò crea benefici anche per le colture adiacenti, coltivate con i metodi tradizionali, poichè gli insetti utili si spostano su di esse.
Il cotone bt è stato introdotto per fronteggiare gli attacchi di nottua del cotone, ma risulta del tutto innocuo nei confronti di altri parassiti come gli afidi. E' stato tuttavia riscontrato che la popolazione di questi insetti si è ridotta notevolmente grazie allo sviluppo di antagonisti natuali. Viceversa, nelle coltivazioni convenzionali, gli insetticidi, oltre ad abbattere la presenza dei parassiti, colpiscono anche gli insetti utili, causando la proliferazione di parassiti secondari. 
Il professor Guy Poppy, ecologo della Southampton University, sostiene che questo studio di lungo periodo permette di rigettare la tesi sostenuta da alcuni ecologisti, contrari agli ogm, secondo cui la coltivazione di piante bt avrebbe portato alla proliferazione di altri insetti parassiti, resistenti alla tossina e quindi alla necessità di nuovi trattamenti insetticidi; le colture ogm sono importanti per sostenere l'aumento demografico previsto, tuttavia non possono essere considerate nè totalmente positive, nè totalmente negative, ma solamente come uno strumento a nostra disposizione, da usare nel migliore dei modi possibile, per fronteggiare i fabbisogni alimentari di una popolazione mondiale in forte crescita.

Fonte: The Guardian

Foto: Flickr

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