lunedì 25 giugno 2012

Rischio resistenze per il cotone bt

Il cotone ogm è stato ottenuto grazie all'introduzione biotecnologica di un gene di Bacillus thuringiensis che porta alla differenziazione di una tossina caratteristica di questo batterio, letale per alcuni insetti parassiti, ma totalmente innocua per la maggior parte degli altri insetti e per l'uomo.
Uno studio condotto da ricercatori dell'Università dell'Arizona ha dimostrato come Helicoverpa armigera, un lepidottero nottuide che arreca notevoli danni alle colture di cotone, stia sviluppando resistenza alla tossina tramite meccanismi inaspettati. Lo studio è stato effettuato in collaborazione con un gruppo di ricerca cinese; è d'obbligo ricordare che la Cina è il più grande produttore mondiale di cotone, seguita da India e USA e che in Cina il 90% del cotone coltivato è cotone bt (75% in USA).
Test di laboratorio sono stati condotti al fine di studiare i possibili meccanismi di resistenza che i parassiti avrebbero potuto sviluppare, tuttavia le tipologie di resistenza emerse dalle prove di laboratorio, non costituiscono il 100% delle strategie sviluppate in campo. Le resistenze sviluppate in laboratorio inoltre sono di tipo recessivo, ciò significa che l'accoppiamento di un individuo resistente con uno suscettibile, genera prole suscettibile alla tossina. Questo tipo di resistenze viene normalmente tenuto sotto controllo tramite campi "rifugio" allestiti in prossimità dei campi bt, in cui allevare un certo numero di parassiti sensibili, per diluire la presenza di resistenze.
Viceversa le nuove resistenze rilevate in campo, sono principalmente di tipo dominante e talvolta sono generate da mutazioni su geni differenti, pertanto i campi rifugio non sarebbero di alcuna utilità.
Ad oggi i contadini o le aziende agricole non possono ancora percepire questo problema poichè la quantità di insetti resistenti è inferirore al 2% anche nelle zone di maggior concentrazione, pertanto non provoca alcun danno rilevabile, ma questa piccola percentuale rappresenta un grande pericolo e una grande sfida per il futuro.

Fonte: ScienceDaily

Foto: Flickr

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