lunedì 16 luglio 2012

Alle stelle i prezzi di cereali e soia

Volano in queste ultime settimane i prezzi sui mercati internazionali di cereali e semi oleosi, spinti sia da fattori economici, sia climatici, che rischiano di far aumentare i prezzi dei prodotti alimentari dipendenti da queste commodities agricole. Anche gli allevatori guardano con apprensione all'attuale situazione, che potrebbe far lievitare i costi di produzione degli allevamenti in quanto la quasi totalità dei mangimi dipende da questi prodotti.
Le cause scatenanti dell'impennata dei prezzi sono fondamentalmente due: in primis la sempre maggiore richiesta di cibo a livello planetario dovuta all'aumento della popolazione mondiale e allo sviluppo di alcuni paesi asiatici e sudamericani, i cui abitanti stanno basando sempre più la loro  dieta su prodotti di origine animale. La seconda causa scatenante è data dalla siccità che sta attanagliando non solo l'Italia e l'Europa, dove migliaia di ettari di mais non verranno raccolti o subiranno un drastico calo delle rese produttive,  ma anche le regioni del Midwest degli stati uniti (dove si colloca il "Corn Belt") che stanno vivendo la stagione più secca dal 1988. Anche le alluvioni che hanno colpito la Russia e l'Ucraina nella zona del Mar Nero, hanno costretto a rivedere al ribasso le previsioni di raccolta in quell'area.
Sia al Chicago Board of Trade, sia all'Euronext di Parigi, il frumento è a livelli massimi da oltre un anno, sfiorando i 260 €/ton; sempre al Cbot il mais ha toccato un record storico a circa 300 $/ton. Anche i mercati italiani riflettono queste quotazioni con il frumento quotato a Bologna a circa 240 €/ton, il mais anch'esso a 240 €/ton e la soia al livello record di circa 510 €/ton.

Nessun commento:

Posta un commento