mercoledì 11 luglio 2012

I prezzi alimentari alla prova del global warming

L'istituto di ricerca sul consumo sostenibile dell'Università di Manchester ci avverte sul possibile rischio di crescita dei prezzi dei prodotti alimentari a seguito del riscaldamento climatico globale: se le temperature dovessero salire, in linea con il trend attuale, di 4 °C, molti alimenti diventerebbbero troppo costosi per una considerevole quota di popolazione. Perfino un aumento di soli 2 °C potrebbe rendere impossibile a molte famiglie l'acquisto di alimenti come carne e ortaggi, che oggi riteniamo ordinari nella nostra dieta.
La graduale riduzione delle emissioni di anidride carbonica da parte delle famiglie, non sarà sufficiente a contrastare questa tendenza poichè sarà ampiamente compensata dall'aumento di emissioni causato dal settore agricolo per far fronte ad una richiesta mondiale crescente di cibo ad alto input energetico (carne, prodotti di origine animale, trasformati industriali, ecc...). Solo una riduzione su larga scala dei consumi di energia, cibo, beni e servizi potrebbe evitare i dannosi effetti del global warming sulla popolazione mondiale.
Forse lo stesso aumento dei prezzi alimentari provocherà una diminuzione dei consumi globali in una sorta di meccanismo di autoregolazione; più probabilmente creerà una marcata differenziazione sociale andando a colpire soprattutto chi già si trova in condizioni di povertà.
E' importante che le politiche nazionali e internazionali lavorino fin da ora per evitare simili scenari e per garantire alla popolazione mondiale un futuro sostenibile.

Fonte: ScienceDaily

Foto: Standeyo.com

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