mercoledì 18 luglio 2012

Siccità: gravi danni in Veneto e Romagna

Mentre molti italiani hanno approfittato della presenza sul nostro paese degli anticicloni africani per godersi un week-end al mare, molti imprenditori agricoli hanno dovuto rimboccarsi le maniche per far fronte alle necessità idriche delle proprie colture attanagliate non solo dalle alte temperature, ma anche da una cronica scarsità di precipitazioni.
I danni più rilevanti si registrano nella pianura veneta (per la quale è stato chiesto lo stato di calamità) e negli areali più a nord della Romagna in cui, tra l'altro, le scarse precipitazioni dei mesi invernali hanno impedito la formazione di una adeguata riserva idrica nei terreni.
Ad essere colpite sono principalmente le colture estensive a ciclo estivo: mais, soia e barbabietola da zucchero sono le più danneggiate, soprattutto se coltivate in regime seccagno. Tuttavia, anche le colture irrigate presentano sintomi evidenti di stress idrico e si stima per esse una diminuzione di resa di oltre il 20%, in particolare per mais, soia e pomodoro da industria.
Veneto e Romagna non sono le uniche zone ad aver subito danni rilevanti; in molte altre aree dell'Italia settentrionale e centrale si stimano importanti riduzioni delle rese agricole.

Foto: The Dickinson Press

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