martedì 4 dicembre 2012

Più petrolio grazie a un fagiolo: il guar

La fratturazione idraulica o fracking è una tecnologia che permette l'estrazione di gas e petrolio dagli scisti argillosi e consiste nello sfruttare la pressione di un fluido per creare delle fratture negli strati rocciosi, migliorandone la permeabilità e portando alla fuoriuscita dei cosiddetti shale gas e shale oil. Grazie allo sfruttamento di questa tecnologia, gli Stati Uniti potrebbero diventare, nei prossimi anni, i principali esportatori di petrolio nel mondo.
E' curioso come alla base di questa tecnologia estrattiva vi sia un seme: il guar, prodotto da Cyamopsis tetragonoloba, pianta erbacea appartenente alla famiglia delle leguminose. Da questi "fagioli" ricchi di amido, i contadini indiani ottengono da sempre la gomma di guar, una farina giallastra che dispersa in acqua forma un fluido colloso utilizzato nella cucina locale e nell'industria alimentare come addensante e nella produzione di cosmetici. Le proprietà di questo fluido vengono oggi sfruttate nella trivellazione di pozzi petroliferi: attraverso la raffinazione della gomma di guar si ottiene un gel, unico mezzo attualmente a disposizione che permettere il trasporto in profondità della sabbia, principale strumento per la fratturazione delle rocce.
Questo nuovo utilizzo ha portato negli ultimi anni ad un aumento vertiginoso dei prezzi della materia prima agricola che, se da una parte ha permesso ai contadini indiani di fare affari d'oro, vendendo il prodotto dei loro campi ad un prezzo cinque volte superiore all'ordinario, dall'altra sta creando forti grattacapi alle compagnie di estrazione, che vedono lievitare i loro costi di produzione a livelli preoccupanti.
Nonostante la produzione di guar sia fortemente aumentata, il prezzo è passato dai circa mille dollari per tonnellata del 2010 a 5mila dollari nel 2011 e fino a 20mila dollari lo scorso luglio. E' comunque previsto un ritorno dei prezzi su valori più contenuti (5-6000 $/t), ma è evidente come il mercato stia vivendo un periodo di forti tensioni, che preoccupano l'industria estrattiva, al punto di spingerla a ricercare prodotti di sintesi alternativi alla gomma di guar.

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