mercoledì 20 gennaio 2016

L'impatto della siccità sulla produzione di cereali nel mondo

La siccità e le ondate di calore estremo hanno ridotto i raccolti di cereali degli ultimi decenni del 9-10% nei paesi interessati da questi eventi estremi, con un impatto maggiore nelle nazioni più sviluppate di Nord America, Europa, Australia e Asia. Questo è quanto emerge da un nuovo studio condotto dai ricercatori della McGill University di Montreal e della University of British Columbia, pubblicato sulla rivista Nature.
Lo studio ha riguardato le produzioni nazionali di 16 diversi cereali, in 177 paesi inclusi in un dettagliato database di eventi climatici estremiverificatisi dal 1964 al 2007; l'impatto della siccità è aumentato nel periodo 1985-2007, rispetto al periodo precedente.
Benchè sia ovvio come gli eventi atmosferici estremi abbiano un impatto negativo sulle produzioni agricole, nessuno studio si è mai occupato di valutarne l'entità esatta, in funzione dei diversi paesi interessati.
Nelle nazioni più sviluppate di Nord America, Europa, Asia e Australia, l'impatto della siccità sui raccolti di cereali è stato mediamente del 19,9%, quasi il doppio rispetto alla media generale; quali possone essere i motivi alla base di una così marcata suscettibilità dei paesi più sviluppati?
Innanzitutto la spiegazione può essere ricercata nella diversità dei sistemi agricoli che caratterizzano regioni con diverso grado di sviluppo: mentre il modello agricolo utilizzato in un areale vasto come il Nord America è sostanzialmente uniforme sull'intero territorio, nei paesi in via di sviluppo ogni piccolo ambito geografico possiede caratteristiche peculiari. Laddove un sistema produttivo standardizzato venisse colpito da eventi climatici dannosi, questo verrebbe danneggiato interamente e allo stesso modo. D'altra parte, in un sistema variegato composto di una moltitudine di sistemi colturali differenti (diverse colture o diverse tecniche di gestione), l'impatto negativo si verifica solo su alcuni di essi, mentre gli altri si salvano.
Inoltre, gli agricoltori dei paesi più avanzati sono dotati di sistemi di controllo del rischio, come gli strumenti assicurativi e non dipendono dai propri raccolti per procurarsi il cibo, pertanto sono portati a massimizzare le rese. Al contrario, nei paesi in via di sviluppo, la strategia è quella della minimizzazione del rischio.
Lo studio ha anche evidenziato che gli eventi siccitosi, non hanno normalmente effetti che si protraggono sulle colture o nelle annate successive.

Fonte: ScienceDaily

Foto: Flickr